C'e' un luogo a Kathmandu molto famoso e frequentato da migliaia di pellegrini. Ogni giorno i Buddhisti Tibetani, ma anche i Nepalesi con altre filosofie di vita, amano ritrovarsi al Grande Stupa dedicato a Buddha. Si trova a nord-est della citta' e rappresenta un'isola di speciale tranquillita', propaga una musica sommessa di voci in preghiera e per ognuno diventa luogo di pace. Si cammina attorno al monumento, grande, bianco, pieno di luce e decorato con mille bandiere di preghiera: tutti si ritrovano in movimento nella stessa direzione, quella delle lancette dell'orologio, per intenderci.
Dopo 17 anni, ancora visito molte volte questo particolare luogo. Mi piace andarci nel pomeriggio, quando il sole gioca con le bandiere di preghiera che si muovono alla brezza trasformata pian piano in vento dalla sera.
Cerco un angolino per sedermi al riparo dai mercanti che assalgono il turista anche li' e osservo i costumi dei vari pellegrini che compongono la multicolore folla.
Indossano i loro vestiti migliori, quelli delle grandi occasioni. Portano i bambini che sono autorizzati a giocare e perfino a percorrere in senso contrario il tragitto. Portano gli anziani parenti che si possono comodamente sedere sulle panchine e interrompere i giri di devozione attorno allo Stupa, per riposare.
Se possibile, si devono compiere 108 giri: questo numero ricorre in molte occasioni e lo si ritrova nelle treccine che le donne si fanno ai capelli; nei grani del Mala, il rosario dei devoti; nelle prostrazioni che alcuni zelanti personaggi effettuano al primo piano del monumento, su apposite tavole di legno...Il brusio del Mantra recitato: "Om Mani Padme Oummm" mormorato da ognuno, nei ripetuti ancestrali gesti, risuona nell'aria. Copre il frastuono del traffico dei veicoli a motore che scorre a poca distanza, appena fuori dal "cerchio magico"di Boudhanath. Copre il rombo degli aerei che sovrastano la citta' e virano proprio sopra agli occhi del Buddha. Copre e libera la folla di pensieri che riempiono la mia testa, procurandomi una sorta di stato intermedio tra passato e futuro: il momento presente si dilata, la percezione della cose si fa sensibile e le energie si armonizzano.
Quando un brivido difreddo mi risveglia e midice che il crepuscolo non e' lontano, mi riscuoto e saluto il luogo, mi giro un ultima volta a guardare gli occhi sereni del Buddha, che guardano attraverso lo spazio, nelle 4 direzioni...
Nepal Kathmandu, 29 gennaio 2012- Edvige