domenica 29 gennaio 2012

LA RUOTA DELLA VITA







C'e' un luogo a Kathmandu molto famoso e frequentato da migliaia di pellegrini. Ogni giorno i Buddhisti Tibetani, ma anche i Nepalesi con altre filosofie di vita, amano ritrovarsi al Grande Stupa dedicato a Buddha. Si trova a nord-est della citta' e rappresenta un'isola di speciale tranquillita', propaga una musica sommessa di voci in preghiera e per ognuno diventa luogo di pace. Si cammina attorno al monumento, grande, bianco, pieno di luce e decorato con mille bandiere di preghiera: tutti si ritrovano in movimento nella stessa direzione, quella delle lancette dell'orologio, per intenderci.

Dopo 17 anni, ancora visito molte volte questo particolare luogo. Mi piace andarci nel pomeriggio, quando il sole gioca con le bandiere di preghiera che si muovono alla brezza trasformata pian piano in vento dalla sera.
Cerco un angolino per sedermi al riparo dai mercanti che assalgono il turista anche li' e osservo i costumi dei vari pellegrini che compongono la multicolore folla.
Indossano i loro vestiti migliori, quelli delle grandi occasioni. Portano i bambini che sono autorizzati a giocare e perfino a percorrere in senso contrario il tragitto. Portano gli anziani parenti che si possono comodamente sedere sulle panchine e interrompere i giri di devozione attorno allo Stupa, per riposare.
Se possibile, si devono compiere 108 giri: questo numero ricorre in molte occasioni e lo si ritrova nelle treccine che le donne si fanno ai capelli; nei grani del Mala, il rosario dei devoti; nelle prostrazioni che alcuni zelanti personaggi effettuano al primo piano del monumento, su apposite tavole di legno...Il brusio del Mantra recitato: "Om Mani Padme Oummm" mormorato da ognuno, nei ripetuti ancestrali gesti, risuona nell'aria. Copre il frastuono del traffico dei veicoli a motore che scorre a poca distanza, appena fuori dal "cerchio magico"di Boudhanath. Copre il rombo degli aerei che sovrastano la citta' e virano proprio sopra agli occhi del Buddha. Copre e libera la folla di pensieri che riempiono la mia testa, procurandomi una sorta di stato intermedio tra passato e futuro: il momento presente si dilata, la percezione della cose si fa sensibile e le energie si armonizzano.
Quando un brivido difreddo mi risveglia e midice che il crepuscolo non e' lontano, mi riscuoto e saluto il luogo, mi giro un ultima volta a guardare gli occhi sereni del Buddha, che guardano attraverso lo spazio, nelle 4 direzioni...
Nepal Kathmandu, 29 gennaio 2012- Edvige

martedì 24 gennaio 2012

ACQUA-DRAGONE, capodanno tibetano

Eccoci qua: oggi comincia per gli Sherpa, per altri gruppi etnici di origine tibetana che abitano qui...mentre i tibetani lo festeggiano fra un mese esatto! Allora aggiorniamoci: siamo nel 2139 se non erro, he, he!
E noi siamo mi sembra al 24 gennaio 2012...ma tranquilli, avro' anche la possibilita' di danzare per il nuovo anno nepalese, il 2069 che inizia in aprile.
Evviva. Mi piace molto questa cosa: in uno stesso Paeseognunopartecipa attivamente alle feste proprie e a quelle deglialtri: oggi tutte le scuole sono chiuse. Qualcuno si lamenta? Gli hinduisti no di certo. Tutti in vacanza che fa bene!



Per i nostri 54 bimbi dell'orfanotrofio di Madre Rajan, le giornate scorrono tranquille, al mattino ci si copre bene perche' fa molto freddo, c'e' la scuola di giorno poi ci si scalda al sole e la sera trascorre pacifica davanti al braciere, cantando o raccontandoci storie di qui, eventi di altri posti, fiabe, sogni...
Il tempo nella grande casa trascorre rispettando gli orari della scuola, altrimenti le occupazioni nell'orto, la biancheria da lavare, da asciugare sui fili, da riporre, la pulizia della casa, i giochi, i compiti...ogni cosa fatta ci ricorda che il tempo passa. I calendari scritti e le varie tradizioni dei popoli che cambiano le date...non sono determinanti nella vita dei ragazzi e dei piccoli ospiti. Molto piu' vitale e' lo scambio di conoscenze fra loro, il conoscersi ogni giorno di piu' per ricostruire insieme una vita degna, ritrovare il calore di una famiglia che un giorno gli eventi tragici nella vita di ognuno aveva spezzato.
Pian piano la tristezza se ne va, lo sguardo ritorna furbo, allegro, intrigante. La gioia di vivere riaffiora. Anche per loro esiste la reale possibilita' di un "nuovo Nepal".
Edvige, martedi 24 gennaio 2012

mercoledì 18 gennaio 2012

RITROVANDO IL MIO NEPAL...

Alcuni giorni sono trascorsi dal mio arrivo sotto i contrafforti dell'Himalaya. Kathmandu si presenta con la solita faccia multicolore e multiodore, anzi, qualche angolo di questa capitale in continua espansione propone nuove sorprese e vecchie abitudini riscoperte! Sta per finire il 2067 B.R. e la nazione vive nel ristagno dell'antico modo di governare: corruzione e litigi intestini compongono il "nuovo Nepal"e la costituzione sembra lungi dal nascere... La Repubblica Federale in fase embrionale ha bisogno di lunga gestazione...
Il freddo pungente di questo inverno non risparmia proprio nessuno: la neve ha fatto la sua apparizione sulle colline e un gelido vento spazza il centro Thamel e i suoi mercatini turistici, come la periferia e le catapecchie che si accumulano e quasi accatastano al ritmo di migliaia all'anno: 500.000 persone si aggiungono ogni anno alla folla di una decina di milioni di persone che negli ultimi 12 anni hnno occupato la Valle di Kathmandu.
I giornali riportano le notizie dei "soliti" morti di freddo in ogni regione del Paese. Qui non esiste il riscaldamento in casa, di nessun tipo. Chi abita in capanne ha la peggio, chi si salva nelle nuove case di cemento ha comunque la tremarella giorno e notte!
Il rifornimento di carburante si fa scarso di giorno in giorno, gas e materie prime importate dall'India sono sempre scarse e al rincaro. Lunghe file di veicoli stazionano giorno e notte di fianco ai distributori di benzina per ottenere il pieno o almeno qualche litro di combustibile. La gente si lamenta dei prezzi del riso, della farina, frutta e verdura, tutto costa sempre di piu', si guadagna sempre di meno...









Eppure...anche questo e' il Nepal! Il sorriso fiducioso di un bimbo, un gruppo di madri che imparano a leggere e scrivere, un villaggio intero che presenta la sua vecchi scuola e mi dice: vorremmo tanto poter costruirne una nuova per i nostri figli!! una visita ai monumenti incredibili di un incredibile passato , una camminata sulle colline a riempirsi la vista delle cime innevate, grandiose; una lampadina che dara' luce di sera all'entrata di una casetta di montagna, grazie al pannello solare, una casa che ospita 54 orfani formando la grande Famiglia di Rajan Bishwokarma, i bimbi Dalit che vanno tutti a scuola grazie ai Padrinati Ticinesi...e le belle e fruttuose discussioni per nuovi progetti realizzabili con l'aiuto della FUA, pian piano guardando sempre avanti, per un futuro migliore.
Con grande piacere ed emozione continuo giorno per giorno la mia lunga visita ai progetti in atto e in via di sviluppo con la collaborazione stretta della Fondaziona Arcobaleno, il CDS nepalese, i contatti che aumentano tra i volonterosi del posto e i generosi del Ticino!
Edvige, meta' gennaio 2012 calendario gregoriano

lunedì 2 gennaio 2012

Buon anno a tutti!

A volte serve immaginarmi già in volo, staccata da terra e dalle attività che precedono un lungo soggiorno all'estero e che richiedono una certa dose di coraggio...che non mi sento addosso ora.
Allora le emozioni si placano di colpo e il calendario reale riprende il suo consueto posto.
Quindi, su questa pragmatica e logica base, riaffiora il disegno più preciso dei compiti che svolgerò durante il mio prossimo soggiorno in Nepal.
Il viaggio inizia mercoledì 4 gennaio, l'arrivo è previsto per giovedì in serata a Kathmandu. In questo momento la Valle di Kathmandu è immersa nell'inverno, le giornate sono piacevolmente limpide e di notte fa veramente freddo! Ottengo queste informazioni dagli amici nepalesi che abitano in città.
Nelle prime settimane le mie occupazioni prioritarie riguardano i progetti di aiuto allo sviluppo della Fondazione Umanitaria Arcobaleno, FUA, con le visite accurate ai luoghi prescelti per il sostegno. Soggiornerò dai Padri salesiani della Scuola Don Bosco dove incontrerò gli studenti, pupilli dei nostri padrini ticinesi e discuterò con il rettore, i docenti, i ragazzi, sugli impegni futuri.
Vivrò all'orfanotrofio Dalit Mahila Utthan Kendra di Rajan per un po', presentando ad un gran numero di bimbi e ragazzi ospiti della grande casa, i loro padrini, famiglie adottive ticinesi che sosterranno la loro scolarizzazione! Al sud a Sirsiya conoscerò la scuola Don Bosco di Padre Jacob nella quale la FUA già sostiene le spese scolastiche di una trentina di allievi estremamente poveri.
Mi sposterò a ovest, nella provincia di Gorkha, salendo le montagne spettacolari fino a Choprak, per seguire la terza e ultima tappa della costruzione della scuola, progetto FUA.
Per ora l'incontro principale riguarda il nostro Surendra Dhakal che mi aspetterà all'aeroporto Tribhuvan con date e orari dei miei futuri spostamenti sul territorio nepalese. In bocca al lupo.
Edvige