lunedì 26 marzo 2012

DALIT MAHILA UTTHAN KENDRA

Si arriva da una stradina sterrata, passando attraverso un fitto gruppo di bambu giganti che fanno da entrata naturale al Centro Dalit di Mamma Rajan.
La casa dipinta di recente in rosso scuro e bianco, suscita domande da chi arriva sulla colina di Kopan e la vede oltre i campi delle risaie, delle coltivazioni di pomodori e di funghi, sparsi nella piana...'si tratta di un nuovo monastero buddista?'

Noi sorridiamo e i bimbi che formano la Grande Famiglia degli orfani Dalit scherza spiegando che 'loro sono molto di piu' che un monastero...





Arrivo, vivo con voi cari bimbi di Rajan, tutti e 59...momenti indimenticabili, poi me ne torno a casa con un pacco di ricordi come regali preziosi che mi accompagnano tutto l'anno, fino alla prossima visita, l'anno seguente!
Fa tanto bene al cuore stare con voi: siete una grande Famiglia di fratelli e sorelle che arrivano da tutte le parti del Nepal, fate molte cose simpatiche insieme, andate a scuola e studiate con profitto, vi aiutate tanto , specialmente i grandi: appena al secondo o terzo anno di scuola vi sentite "grandi". Date una mano ai piccoli, che dei 3 ai 6 anni non sempre possono risolvere i compiti, per esempio allacciare le stringhe delle scarpe, lavare i panni, fare la doccia ...




C'e' l'orto accanto alla casa e un campo di riso produce la quantita' di riso prezioso che conservate 'per gli ospiti', cantate la gioia di vivere in ogni azione: quanto mi siete cari!
Mi capita anche di vedervi piangere perche' la vita riserva pure dei guai...quando fate una birichinata  e la punizione arriva, una bella sgridata...che ferisce, ma fa crescere. Infatti imparate la lezione di vita e dopo poco alle lacrime prende posto la solita faccia sorridente e i canti e le danze riprendono!

Apprezzo molto la vostra tradizione hindu di cantare una canzone di ringraziamento davanti al piatto colmo di cibo fumante che vi attende: con le mani unite a 'Namaste' e gli occhi chiusi, seri e felici, mangiate poi come lupi riempiendo due o tre volte di riso e verdure il bel piatto d'acciaio!
Poi lo lavate, pulite i denti e..via col vento! Compiti, giochi, musica, piccole faccende domestiche a cui Mamma Rajan vi abitua da subito...e la vita si prepara per lasciare 'un giorno' la grande casa e partire verso il cammino della vita adulta.
Resterete sempre Figli del Centro Dalit Mahila Utthan Kendra, liberi di scegliere la vostra strada nel mondo!



Il compleanno di Reena, che meraviglia: un party a casa nostra!! Festa per tutti e lei protagonista dei suoi 13 anni portati con tanta firrezza e consapevolezza dei preziosi valori della vita di famiglia, lei che come tutti gli abitanti della Casa, si e' vista privare dalla piu' tenera eta', proprio di questo Valore... Grazie Reena!


Ed ora un gran finale, una lavata di acqua fresca e limpida, per la gioia di Govinda che dal tetto ha fatto piovere prima su di lui, lavando una volta di piu' i suoi vestiti, poi lanciando la preziosa risorsa ai bimbi che risentono del primo caldo di stagione!!





Da Kathmandu al mondo, 25 marzo2012, come sempre: Edvige in citta'!



mercoledì 14 marzo 2012

MERCATO AL VILLAGGIO

Restiamo ancora un po' in Nepal per piacere...ogni giorno e' una scoperta, ogni incontro un evento che modifica e arricchisce la vita!

A Bairiya (e non pensate al Brasile...) una decina di anni fa non si sapeva nemmeno cosa fosse un mercatino al villaggio. Ognuno si arrangiava con quello che cresceva in giardino e chi non aveva soldi, ed erano tutti...,  non aveva da spenderli ed e' molto semplice il concetto, no?

Poi da un giorno all'altro una decina di anni fa si decideva che il venerdi' sarebbe stato giorno di mercato locale. All'entrata del paesino di capanne di paglia e terra si presentarono due contadini con due manciate di verdure e l'altro un pacchetto di grano... e fu un fiasco.
Oggi si presenta un po' piu' animato davvero! L'atmosfera gioiosa di quel pomeriggio ai lati della stradina si siedono con le loro merci decine di persone  e vendono ogni bendidio locale.
L'occasione promuove incontri, scambi di notizie lontane, contratti e...grandi bevute!






E si stringono amicizie, si formano alleanze, si sta bene insieme!
Ed e' solo dopo il tramonto infuocato che la gente riparte verso casa con le sporte colme di beni necessari a variare la dieta di riso e spinaci, ma anche a regalare qualche sfizio alle bimbe, un nastro per i capelli, un braccialetto, un libretto per i piu' grandi, una penna...poca cosa reca gioia.

In questa regione estremamente fertile che e' il Terai, vivono le popolazioni piu' povere dell'intero Nepal: sono i lavoratori delle terre dei Lords, i proprietari del suolo. Ai contadini spetta lavorare i campi, ai ricchi proprietari ricavarne denaro vendendo il riso in tutta la nazione.
Sembra una favola da mille ed una notte, ma queste realta'si vivono di giorno in Nepal e credetemi, non di rado ci si chiede se siamo davvero nel terzo millennio di un'era moderna...





Da quando i contatti con il resto del mondo si sono fatti importanti e uno spazio per tutti i Santhali del sud si propone grazie a qualcuno che intelligentemente si avvicina a loro come a persone e non solo come forza-lavoro...ecco che pure loro riescono ad usare le chiavi per aprire i codici del rispetto reciproco e conoscono la"rivelazione" dei diritti umani!
Cosi' da un decennio sanno che possono commerciare, hanno diritto di esprimere i loro pareri, mandare a scuola i loro figli, progredire in ogni settore.
Se hanno qualche rupia in tasca da usare al mercato e' anche parte di questo processo evolutivo irreversibile: il progresso ed i suoi (anche) discutibili svantaggi!
Spesso dietro le quinte del cambiamento ci sono delle iniziative private straniere, organizzazioni non governative attive  nel sostegno finanziario e morale di queste "caste" dimenticate da chi di dovere: i vicini piu' abbienti e il governo locale.





Edvige a Kathmandu il 14 marzo 2012,  mentre il mondo gira...


 

martedì 6 marzo 2012

DISTRUGGENDO KATHMANDU...e il Nuovo Nepal

35 anni fa illuminate menti nepalesi avevano notato che la citta' si espandeva a macchia d'olio occupando campi di riso, i giardini con i templi, appiccicandosi a ogni struttura esistente in modo selvaggio. Case di brutti mattoni confezionati frettolosamente e strutture di cemento costituivano gia' la maggiore attrattiva per realizzare quello che oggi e' il grande e immenso sarcofago, la terribile tomba che seppellira' milioni di persone se dovesse, malauguratamente, arrivare la famosa e temuta scossa tellurica che ogni secolo piomba una volta sulla Valle di Kathmandu...
35 anni fa dunque si pianificavano le strade e le costruzioni, nel 2033 si mettevano i paletti alla fantasia dei piu' arditi ingegneri partorendo un documento che rimase in un polveroso cassetto fino all'altroieri. C'erano ben piu' importanti missioni da compiere: per esempio migliorare all'esasperazione la corruzione del sistema...e altre attivita' arricchenti.
Il piano non fu mai messo in atto, finche' il processo di lenta democratizzazione degli ultimi 4 anni ha provocato l'ascesa di qualche ministro temporaneo lungimirante al potere: uno di questi ha ritrovato, mangiato dalle muffe, il famoso piano viario e...opla': si esegue!
Cosa mai viste prima: si procede con un grande buldozzer a demolire quelle case e catapecchie che la gente con un gruzzolo in tasca aveva costruito abusivamente sullo spazio pubblico destinato all'allargamento della strada, a giardini eccetera. Incuranti della miseria e ancor piu' miserevole condizione di vita della gente che li' dentro pur pagava l'affitto regolarmente, inconsapevole del disegno che dietro albergava...Vivevano li' da decenni e niente e nessuno aveva loro spiegato alcunche'!
Ora si ritrovano in strada con un fagotto di stracci e un mazzetto di rupie di risarcimento simbolico donato dal governo...ladro!
Camminare lungo le vie e arterie principali della nuova Kathmandu fa piangere il cuore. Non certo per la sparizione delle brutture illegali, ma per quei miserabili che ora si ritrovano ancor piu' poveri di prima e di nuovo sognano un migliore futuro spostandosi un po' piu' in la' costruendo abusivamente un rifugio di plastiche e lamiere, sul suolo argilloso e polveroso della periferia arida di Kathmandu. Ecco a voi:









C'e' solo da sperare che il ministro di turno rimanga in carica fino alla conclusione dei lavori...ma che macello!!!!
In quel di Kathmandu, 6 marzo 2012. Edvige