martedì 6 marzo 2012

DISTRUGGENDO KATHMANDU...e il Nuovo Nepal

35 anni fa illuminate menti nepalesi avevano notato che la citta' si espandeva a macchia d'olio occupando campi di riso, i giardini con i templi, appiccicandosi a ogni struttura esistente in modo selvaggio. Case di brutti mattoni confezionati frettolosamente e strutture di cemento costituivano gia' la maggiore attrattiva per realizzare quello che oggi e' il grande e immenso sarcofago, la terribile tomba che seppellira' milioni di persone se dovesse, malauguratamente, arrivare la famosa e temuta scossa tellurica che ogni secolo piomba una volta sulla Valle di Kathmandu...
35 anni fa dunque si pianificavano le strade e le costruzioni, nel 2033 si mettevano i paletti alla fantasia dei piu' arditi ingegneri partorendo un documento che rimase in un polveroso cassetto fino all'altroieri. C'erano ben piu' importanti missioni da compiere: per esempio migliorare all'esasperazione la corruzione del sistema...e altre attivita' arricchenti.
Il piano non fu mai messo in atto, finche' il processo di lenta democratizzazione degli ultimi 4 anni ha provocato l'ascesa di qualche ministro temporaneo lungimirante al potere: uno di questi ha ritrovato, mangiato dalle muffe, il famoso piano viario e...opla': si esegue!
Cosa mai viste prima: si procede con un grande buldozzer a demolire quelle case e catapecchie che la gente con un gruzzolo in tasca aveva costruito abusivamente sullo spazio pubblico destinato all'allargamento della strada, a giardini eccetera. Incuranti della miseria e ancor piu' miserevole condizione di vita della gente che li' dentro pur pagava l'affitto regolarmente, inconsapevole del disegno che dietro albergava...Vivevano li' da decenni e niente e nessuno aveva loro spiegato alcunche'!
Ora si ritrovano in strada con un fagotto di stracci e un mazzetto di rupie di risarcimento simbolico donato dal governo...ladro!
Camminare lungo le vie e arterie principali della nuova Kathmandu fa piangere il cuore. Non certo per la sparizione delle brutture illegali, ma per quei miserabili che ora si ritrovano ancor piu' poveri di prima e di nuovo sognano un migliore futuro spostandosi un po' piu' in la' costruendo abusivamente un rifugio di plastiche e lamiere, sul suolo argilloso e polveroso della periferia arida di Kathmandu. Ecco a voi:









C'e' solo da sperare che il ministro di turno rimanga in carica fino alla conclusione dei lavori...ma che macello!!!!
In quel di Kathmandu, 6 marzo 2012. Edvige

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