lunedì 13 febbraio 2012

La Macchina del Tempo e uno Yeti

Aeroporto di Kathmandu: Yeti Airlines e un volo di 40 minuti buoni verso sud-est, sfrecciano l'Everest, il Makalu, il Khanjenchunga alla mia sinistra.
Seguono un paio di ore di ballo all'interno di una 4x4 Mahindra che una volta poteva essere...bianca!
Ed ecco che magicamente il tempo ha preso a scorrere a rovescio. Veloce come la luce, un battito d'ali, un raggio di sole sull'elica, un paio di stelle brillanti dopo la capocciata nella jeep!
Non ho oltrepassato frontiere e sparite le montagne mi sono ritrovata sul terreno piatto. Ma i confini, le linee di separazione sottili come fili di tela di ragno sono percepibili con tutti i sensi all'erta: sono approdata sul Pianeta dei Madhesi, i Popoli delle Pianure del Terai, un paio di millenni fa!



Capanne di bambu' intrecciato, poi terra argillosa cosparsa sulle pareti. Tetti di paglia, qualche pezzo di lamiera. Colori uniformati sul marrone, chiari o scuri, brillanti e opachi, stessa tonalita' sulla pelle della gente, i Santhali. Spiccano i sari di alcune donne che lo indossano coloratissimo, muovendosi nelle faccende domestiche o nei campi.


Popolo di animisti con tradizioni ancestrali fortissime, radicate profondamente in ogni gesto, ogni pensiero. Vengo accolta festosamente grazie a Padre Jacob, della comunita' dei Salesiani di Don Bosco: vive poco lontano da parecchi anni, conosce diversi dialetti locali e mi introduce nel villaggio di Dakudanga. I focolari sono nel cortile, le capanne sono sprovviste di porte o finestre, la vita si condivide con i vicini, gli animali domestici partecipano alle attivita' delle famiglie o gironzolano tranquilli.






Superato il rituale dell'acqua e dei fiori cosparsi sul mio capo con qualche grano di riso...posso dichiararmi purificata e accolta in casa.Gli spiriti cattivi non compariranno. Pranzo nella capanna del capo delle 35 famiglie abitanti questo fazzoletto di terra. La mamma cuoce il riso sul fuoco che brucia stecchi di bambu' e quelli che chiamo dal primo istante "enormi grissini integrali"! Sono steli di juta secchi attorno ai quali viene impastato sterco di mucca misto a paglia, ben amalgamato con acqua e fatto seccare al sole. Combustibile gratuito e rinnovabile! E pure con una nota...artistica e decorativa!


Questo particolare gruppo di abitanti da millenni viene sfruttato senza pieta' dai signorotti della zona, che posseggono la terra e usano la gente povera come forza-lavoro. Una prima generazione di santhali ha accesso alla scuola gratuitamente, organizzata dai Salesiani di Don Bosco La scuola e' nata nel 2000. Quanta gioia e con quale orgoglio il nonno si fa ritrarre con due nipoti gemelli che partono ogni mattino per studiare la loro lingua scritta (prototipo di Padre Jacob), il nepalese, l'inglese...e tante cose incredibili che lui non avrebbe mai lontanamente immaginato!



Ma la storia merita altre pagine...e tempo. Edvige, 13 febbraio 2012

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