LA GRANDE NOTTE DI SHIVA quando la luna e' nera. Era il 20 febbraio quando tutta Kathmandu si riversava al santuario di Pashupatinath. Traffico completamente congestionato, gente su ogni millimetro di strada che camminava nella stessa direzione e affluiva al Tempio del Grande Shiva a Pashupatinath, poco lontano dall'aeroporto internazionale.
L'incontro diretto con il dio hindu e' vecchio come il mondo. Una volta all'anno questo grande terreno cosparso di templi, tempietti, giardini, case dei devoti, foreste e scimmie, viene invaso pacificamenteda migliaia di santoni detti sadhu. Vengono da tutta l'India e la tradizione millenaria vuole che si piazzino qui per una settimanella, portando benedizioni di vario tipo, colori sgargianti di vesti e turbanti, musiche e recitazioni di mantra, anche molto folcloristici.
Pashupatinath e' attraversato dal sacro fiume Bagmati sin dalla notte dei tempi e nella buia notte senza luna di febbraio si lavano purificano e ispirano...fino a 3500 santoni! Per la gioia dei turisti e per la fede dei devoti, per lo stomaco delle scimmiette che vivono tra i templi da sempre e per i visitatori saltuari in cerca di esotismo.
Quando l'uomo ancora non mescolava diversi ingredienti naturali, freschi e fossili, minerali o vegetali...per creare il mondo dei rifiuti, in quelle epoche senza sostanze tossiche, plastiche e materiali inquinanti anche al Santuario le abluzioni nel fiume sacro Bagmati non recavano alcun danno!
Questa ultima edizione di Mahashivaratri ha evidenziato in modo grandioso il terribile degrado a cui ogni superficie del territorio e' sottoposto, non risparmiando nemmeno i templi, santuari, parchi e giardini!
Se ci si avvicina ad un corso d'acqua in Nepal gli occhi cercano subito altro: la sporcizia copre tutto e la puzza sconvolge stomaco e budella!
In occasione della grande festa stavolta l'amministrazione cittadina ha mobilitato l'esercito e ha rimosso il piu' grosso dal letto del fiume e dalle rive. Muniti di ciabatte infradito, a piedi nudi e il risvolto dei pantaloni arrotolato fino al ginocchio, muniti di pala e fazzoletti sul naso, i poveretti spostavano la melma condita di ogni porcheria. Dal fiume trascinavano la tragedia verso qualche altro misterioso luogo, segreto per poco tempo, visto che il richiamo degli effluvi maltrattera' presto i nostri nasi...
In questo modo la sacralita' della Bagmati per qualche centinaio di metri ha superato il menefreghismo umano e l'acqua ha ripreso a scorrere lenta con tonalita' grigio-brunastre, invece del solito liquame nero-pece!
Ma l'odore rimane: percorrere Pashupati diventa cosi' un festival di immersione negli odori, una miscellanea di dolciastri profumi di incensi, acri e speciali odori del fumo dei "chilum", quei cannoni caricati di preziosi ingredienti che ispirano al massimo le menti dei sadhu, gia' di per se' costantemente allenate a tali contatti con le divinita'... C'e' poi il denso e tremendo fumo delle pire dei defunti. Quelle fumose costruzioni di ceppi, rami, gambe e braccia rinsecchite dalla morte e dal fuoco, che col passare delle ore ridanno al fiume i neri resti degli abitanti passati definitivamente all'aldila'.
Su tutto troneggia l'incessante puzzo della Bagmati che arriva a zaffate potenziate dal vento e spinge a serrare tutti i pori e fori del corpo, per salvarsi dal crudele destino...
Eppure alla festa di Shivaratri si supera tutto questo e col passare del tempo le sensazioni e le percezioni si attutiscono. Sara' il fumo passivo? E il brusio incessante dell'immensa folla che si muove a onde lente in ogni direzione, o staziona sulle gradinate in profonda meditazione con lo sguardo perso e arrossato, diventa un sommesso canto di speranza.
Questa nostra specie umana ha tanto bisogno di pace e di convivenza nella diversita', soprattutto ai nostri giorni, quando regna la confusione generale e la violenza comanda sovrana. Lo spreco, l'avidita' e l'ingiustizia sembrano prendere il sopravvento, ma guardandoci attorno col cuore aperto, ci si accorge che una forza sottile muove i fili di un disegno migliore, pronto a emergere dalla melma...spero.
OM NAMOO SHIVAYA!!!
Kathmandu in primavera alla fine di febbraio. Edvige
L'incontro diretto con il dio hindu e' vecchio come il mondo. Una volta all'anno questo grande terreno cosparso di templi, tempietti, giardini, case dei devoti, foreste e scimmie, viene invaso pacificamenteda migliaia di santoni detti sadhu. Vengono da tutta l'India e la tradizione millenaria vuole che si piazzino qui per una settimanella, portando benedizioni di vario tipo, colori sgargianti di vesti e turbanti, musiche e recitazioni di mantra, anche molto folcloristici.
Pashupatinath e' attraversato dal sacro fiume Bagmati sin dalla notte dei tempi e nella buia notte senza luna di febbraio si lavano purificano e ispirano...fino a 3500 santoni! Per la gioia dei turisti e per la fede dei devoti, per lo stomaco delle scimmiette che vivono tra i templi da sempre e per i visitatori saltuari in cerca di esotismo.
Quando l'uomo ancora non mescolava diversi ingredienti naturali, freschi e fossili, minerali o vegetali...per creare il mondo dei rifiuti, in quelle epoche senza sostanze tossiche, plastiche e materiali inquinanti anche al Santuario le abluzioni nel fiume sacro Bagmati non recavano alcun danno!
Questa ultima edizione di Mahashivaratri ha evidenziato in modo grandioso il terribile degrado a cui ogni superficie del territorio e' sottoposto, non risparmiando nemmeno i templi, santuari, parchi e giardini!
Se ci si avvicina ad un corso d'acqua in Nepal gli occhi cercano subito altro: la sporcizia copre tutto e la puzza sconvolge stomaco e budella!
In occasione della grande festa stavolta l'amministrazione cittadina ha mobilitato l'esercito e ha rimosso il piu' grosso dal letto del fiume e dalle rive. Muniti di ciabatte infradito, a piedi nudi e il risvolto dei pantaloni arrotolato fino al ginocchio, muniti di pala e fazzoletti sul naso, i poveretti spostavano la melma condita di ogni porcheria. Dal fiume trascinavano la tragedia verso qualche altro misterioso luogo, segreto per poco tempo, visto che il richiamo degli effluvi maltrattera' presto i nostri nasi...
In questo modo la sacralita' della Bagmati per qualche centinaio di metri ha superato il menefreghismo umano e l'acqua ha ripreso a scorrere lenta con tonalita' grigio-brunastre, invece del solito liquame nero-pece!
Ma l'odore rimane: percorrere Pashupati diventa cosi' un festival di immersione negli odori, una miscellanea di dolciastri profumi di incensi, acri e speciali odori del fumo dei "chilum", quei cannoni caricati di preziosi ingredienti che ispirano al massimo le menti dei sadhu, gia' di per se' costantemente allenate a tali contatti con le divinita'... C'e' poi il denso e tremendo fumo delle pire dei defunti. Quelle fumose costruzioni di ceppi, rami, gambe e braccia rinsecchite dalla morte e dal fuoco, che col passare delle ore ridanno al fiume i neri resti degli abitanti passati definitivamente all'aldila'.
Su tutto troneggia l'incessante puzzo della Bagmati che arriva a zaffate potenziate dal vento e spinge a serrare tutti i pori e fori del corpo, per salvarsi dal crudele destino...
Eppure alla festa di Shivaratri si supera tutto questo e col passare del tempo le sensazioni e le percezioni si attutiscono. Sara' il fumo passivo? E il brusio incessante dell'immensa folla che si muove a onde lente in ogni direzione, o staziona sulle gradinate in profonda meditazione con lo sguardo perso e arrossato, diventa un sommesso canto di speranza.
Questa nostra specie umana ha tanto bisogno di pace e di convivenza nella diversita', soprattutto ai nostri giorni, quando regna la confusione generale e la violenza comanda sovrana. Lo spreco, l'avidita' e l'ingiustizia sembrano prendere il sopravvento, ma guardandoci attorno col cuore aperto, ci si accorge che una forza sottile muove i fili di un disegno migliore, pronto a emergere dalla melma...spero.
OM NAMOO SHIVAYA!!!
Kathmandu in primavera alla fine di febbraio. Edvige
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